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Maestrami MAESTRAMI - Cerimonia PE 2010 photosetMaestrami MAESTRAMI - Cerimonia PE 2010 photoset
Seduti sul Pop Design.


Quando si dice Pop e si intende design, il risultato è talmente eccentrico che l’effetto, alla vista, è scombussolante: la creazione pop è talmente autoreferenziale che a volte non si capisce a cosa serva, eppure si ha la sensazione che parli con linguaggio immediato. Come mai? Semplice, perché la cultura Pop in senso lato e il Pop Design in quello stretto è gioco, provocazione, ironia, ma anche manifesto del consumismo, spot di un tempo (dagli anni ’60 ad oggi) in cui l’apparenza invita al consumo impulsivo, immediato, edonistico, a volte illogico. Ecco perché il Pop Design parla con un linguaggio teso all’impatto visivo, ingigantendo, zoomando sui dettagli e con colori forti e netti.
Quando però, di fronte ad una creazione di design il disorientamento è eccessivo, meglio sedercisi sopra: le sedute pop, oltre che belle, sono davvero comode!
Domitalia
presenta in anteprima le sue novità per il Salone del Mobile 2010: due poltrone e un pouf “unconventional”, dai mille utilizzi, forte carattere e linee sinuose, in polietilene stampato con tecnologia rotazionale, disegnate da Orlandini e Radice.
BABA’
ha la forma sinuosa di un’anfora antica, ma è così contemporaneo che sia adatta ad ogni ambiente, dal classico con finiture neutre a quello più eccentrico. Alla famiglia BABA’ appartengono anche Junior, del tutto identico ma a misura di bambino e OMNIA, tavolino/contenitore/pouf con cuscino, da abbinare in coordinato o a contrasto.
PHANTOM
è invece una poltrona monolitica in cui il classico incontra il giovane. La sua forma si ispira (o fa il verso?) al drappeggio delle poltrone da cerimonia, interpretandola con forte ironia in chiave contemporanea. Perfetta in giardino ma anche in salotto.
Il designer olandese Reinier de Jong
, invece, interpreta il concetto pop di “oggetto del desiderio compulsivo” con KEER Chair. Infatti, grazie al design bizzarro ma semplice, al materiale (polietilene ultraleggero) e ad un ingegnoso sistema di magneti, KEER Chair è tre sedute in una, anzi di più: infatti rigirandola su se stessa e in tre posizioni differenti, diventa sgabello, oppure poltroncina e ancora lounge chair. Non bastasse,  KEER Chair può diventare anche panchina potenzialmente infinita, se se ne agganciano più di una con i magneti integrati nella struttura. Nei colori pop rosso, verde brillante e bianco.
Infine, la cultura Pop sarà anche insegna e manifesto del consumismo, ma oggi invoca alla consapevolezza. L’inglese Blue Marmalade
lancia sul mercato i b pop chair, seggiola che sembra un origami (dall’arte giapponese di piegare la carta), perché fatto da un unico foglio di plastica riciclata (e riciclabile), modellata su se stessa. Linea leggera ma solidità per un effetto elegante, in total black o allegramente pop, nella versione con bicolore, con interno ed esterno della seduta a contrasto.

Via Stile.it

 

Future is bright.


E’ il primo occhiale che grazie alle proprietà flessibili di un nuovo materiale a pellicola, è senza montatura e senza bacchette.

Si chiama 11Null ed è interamente realizzato a Berlino.

Il design innovativo, quasi futuristico degli occhiali “Future is Bright” è un alternativa radicale agli accessori di moda retro/vintage.

Arrotolati in una piccola scatola nera che ricorda quella dei rollini per macchine fotografiche, sono unisex e indossati al braccio, diventano anche un bellissimo accessorio: un braccialetto a pellicola.

In Italia gli occhiali si possono acquistare da Wok (www.wok-store.com) a Milano e naturalmente online su www.11null.com o www.future-is-bright.com

Via blog.max.rcs.it

Firenze, quante sorprese in primavera


La rivoluzione urbanistica nel centro storico. Un salone delle eccellenze gastronomiche. Mostre e percorsi d'arte. Ecco cosa succede nella città dei Medici
L’appuntamento goloso della primavera fiorentina si chiama Taste. In viaggio con la diversità del gusto. Dal 13 al 15 marzo, negli spazi della stazione Leopolda (viale Fratelli Rosselli 5,
www.tastefirenze.it), si svolgerà una manifestazione dedicata alle eccellenze della gastronomia, con oltre 170 aziende. Inoltre Fuoriditaste (www.fuoriditaste.com) coinvolgerà molte realtà cittadine con eventi all’insegna del buon cibo. 

Ma Firenze riserva altre sorprese. Il percorso Alla maniera d’oggi. Base a Firenze che tocca luoghi storici - dagli Uffizi all'Accademia al Museo di San Marco - reinterpretati dagli interventi di otto artisti contemporanei legati alla Toscana. Fra gli altri, Mario Airò, Massimo Bartolini, Maurizio Nannucci (fino all'11 aprile, info: www.centropecci.it). La grande mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile con cento opere dell’inventore della Metafisica e di altri maestri influenzati dalla sua poetica di straniamento e solitudine, a Palazzo Strozzi fino al 18 luglio (info: www.palazzostrozzi.it). Di rilievo anche la proposta della Strozzina (il centro di cultura contemporanea nei sotterranei di Palazzo Strozzi): una riflessione sulla dissolvenza dell'immagine nell'arte contemporanea, che mette a confronto opere di Gerhard Richter, di Antony Gormley e di giovani come l'italiano Lorenzo Banci e l'americano Marc Breslin (fino al 25 aprile, www.strozzina.org). E ancora, dal 25 marzo, al Museo degli argenti di Palazzo Pitti, la mostra Pregio e bellezza. Cammei e intagli dei Medici, che svelerà un aspetto poco noto, ma fondamentale per la riscoperta dell’antico nel Rinascimento, del collezionismo della famiglia di Lorenzo il Magnifico (info: www.firenzemusei.it). 


Rivoluzione anche nel cuore della città. La pedonalizzazione di piazza del Duomo, se ha provocato disagi non ancora risolti del tutto, ha regalato una magia incomparabile. Non solo intorno a Santa Maria del Fiore, ma in tutte le strade limitrofe. Così ha un altro sapore gustarsi un gelato da Grom
(via del Campanile angolo via delle Oche) o mangiare un’ottima bistecca fiorentina (ma c’è anche il tortino di carciofi per i vegetariani) nel suggestivo piccolo spazio del Sasso di Dante (piazza delle Pallottole, tel. 055.28.21.13, chiuso mar.; da 20. Sempre dietro il Duomo, in via dell’Oriolo 26, un magnifico recupero ha interessato il trecentesco convento delle Oblate, che ospita ora l’omonima Biblioteca Civica. 


Un pranzo veloce, ma goloso, con specialità della tradizione toscana si gusta al Cernacchino
(via della Condotta 38r, tel. 055.29.41.19, 10-20, chiuso dom.), dietro piazza della Signoria. Un localino mignon dove due adorabili signore offrono in pagnottelle standard (5 €) o mini (2,50 €) tutte le prelibatezze del ristorante Le Cernacchie, in Chianti.
Fra i locali di tendenza
, Brac (via dei Vagellai 18r, tel. 055.09.44.877, 11-24, chiuso dom.), dove l’attenta cucina a km zero di Sacha Sandri dimostra come esistano le prelibatezze vegetariane e vegane (10 € piatto); Cuculia (via dei Serragli 1-3r, tel. 055.27.76.205), che offre ricche colazioni con uova, insalate di frutta e yogurt, piatti unici (8 €), brunch sabato e domenica (10 €) e cena improntata alla creatività dello chef venezuelano Oliver Betancourt (20-25 €). Quasi di fronte (via dei Serragli 26r) c’è il vintage doc di Ceri Vintage: abiti, stoffe, accessori. 


Nella rinnovata piazza Santa Maria Novella
ha inaugurato L’O-Hotel L’Orologio, con tre piani dedicati a Rolex, Vacheron Constantin e Patek Philippe (tel. 055.27.73.80, www.whythebestflorencehotels.com; doppia b&b 178 €, promozioni a 135 €). Non lontano dal Duomo, una manciata di camere, calorosa accoglienza e arredi minimal-soft per il b&b Relais Modern (via Lamarmora 22, tel. 055.53.53.414, www.relaismodern.com; doppia da 89 €). 


Per i gourmand, Portofino
(via Mazzini 25r, tel. 055.24.41.40, 12.30-15, 19.30-23, chiuso dom. sera e lun.; 50-80 €) è uno dei migliori locali di pesce (carbonara di mare, catalana, tartare di tonno). Chi è in lutto per la chiusura a San Vincenzo del mitico Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini, lo ritroverà al ristorante L’Incontro dell’Hotel Savoy (piazza della Repubblica 7, tel. 055.27.35.891, 12.30-15, 19.30-22.30, menu da 60 €). Infine, per chi vuole abbinare arte, gusto e natura, il b&b della Fattoria Le Sorgenti, una villa signorile sulle colline alle porte sud della città (a Bagno a Ripoli, tel. 055.69.60.04, 45-50 € a persona in suite doppia). C'è anche un piccolo shop dove acquistare i pluripremiati vini della Fattoria. 

Via Corriere.it

Fano Yacht Festival, arte a bordo - Imbarcazioni stupende e opere di grandi pittori

 


In occasione della quinta edizione del Fano Yacht Festival – Salone Nautico dell’Adriatico – dal 22 al 26 aprile, uno dei più attesi appuntamenti con la nautica internazionale, gli ospiti potranno assistere, tra le molte novità di quest’anno, ad un connubio senza precedenti tra arte e nautica.
Arthemisia Collezioni by Mecenarthe partecipa alla manifestazione mettendo in mostra all’interno di alcuni prestigiosi yacht, alcune opere delle proprie collezioni d’arte.
Pregiate litografie e incisioni di alcuni tra i più grandi artisti internazionali tra Ottocento e Novecento, come Renoir, Chagall, Mirò, Picasso, potranno essere ammirate all’interno di cinque imbarcazioni esposte in fiera.  Gli yacht Benetti 85 (Timone Yacht), Pershing 90 (Stardom), Galeon 640 (Rimini Yacht), Aicon 62 (Rimini Yacht), Dominator 780 (Dominator) esibiranno le proprie sofisticate qualità tecniche, le caratteristiche, le performance, il lussuoso design degli arredi, ma regaleranno altresì al pubblico l’emozione di una “galleria d’arte” sul mare, con opere come “Ragazze con cappello” di Auguste Renoir, “Et sur la terre” (1976) di Marc Chagall, “Le Lézard aux Plumes d’or” (1971) di Joan Mirò, e due capolavori incisori di Pablo Picasso quali “La Tauromachia” (1959) e “La Célestine” (1968).
L’edizione 2009 promette dunque un rinnovato successo con un mix vincente di eventi sportivi, spettacoli, convegni tecnici e l’introduzione di importanti novità come una mostra d’arte in un contesto inusuale.
Un ricco e variegato programma scandisce a pieno ritmo le giornate del FYF che non mancherà di trasformare questi cinque giorni in un piacevole appuntamento per le migliaia di visitatori attesi.
Hanno confermato la loro presenza marchi di rilievo quali Abacus, Aicon, Azimut, Atlantis, Bavaria, Cranchi, Fairline, Ferretti Yacht, Innovazioni e Progetti, Primatist, Benetti, Bertram, Crosera, Dominator, Jeanneau, Pershing, Raffaelli, Seanest, Sogica, Terranova, solo per citarne alcuni.
Tutte le info su  www.fanoyachtfestival.it

Via dandystyle.net

Un museo della moda e del costume a Milano

Sorge proprio nel quadrilatero della moda, al numero 6 di via Sant'Andrea, il nuovo spazio espositivo dedicato alla moda, al costume e all'immagine di Milano. Già Museo di Milano e museo di storia contemporanea fino allo scorso novembre, Palazzo Morando si è trasformato in una passerella permanente di 2mila metri quadrati su cui 'sfileranno' collezioni di tessuti, abiti e accessori fino a oggi conservate presso le Civiche raccolte d'arte applicata al Castello Sforzesco. Tenuto a battesimo lunedì primo marzo, proprio in chiusura della Milan fashion week, dal sindaco Letizia Moratti e dall'assessore alla Cultura del comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory, "Palazzo Morando - Costume moda immagine", "consentirà di sperimentare, approfondire e declinare la moda in tutte le sue forme", ha sottolineato la Moratti.
"Il nuovo allestimento di Palazzo Morando non si propone come museo della moda, poiché sarebbe una contraddizione fissare negli schemi museali classici la moda che, al contrario, è continua evoluzione, cambiamento, creatività", ha spiegato Finazzer Flory. "Palazzo Morando si presenta, piuttosto, come un luogo del sapere e dell'emozione, dove ammirare, in oltre duemila metri quadrati, i capolavori del passato, analizzare l'immagine del presente e costruire suggestioni per il futuro".
L'apertura del nuovo spazio di Palazzo Morando, si inserisce all'interno di "Just a Look", programma di iniziative promosse dall'assessorato alla Cultura del Comune di Milano in collaborazione con Louis Vuitton in occasione della settimana della moda milanese.
Palazzo Morando propone 4 esposizioni dal 2 marzo al 2 maggio. Una selezione del patrimonio di dipinti e abiti storici dalle Civiche raccolte artistiche del Castello Sforzesco sarà protagonista della mostra dal titolo "Milano e lo stile di una città tra Settecento e Novecento". Il piano terra ospiterà "The Thread of Dreams - Frette 2010 /1860", un'esposizione di collegamento tra il "passato" e il "futuro" promossa da Frette in occasione dei 150 anni di attività della maison. "Dettagli di moda. Gli anni Venti e Trenta nella collezione Mangiameli" e "La Collezione Tirelli. Costumi dell'atelier tra cinema e teatro", sono le altre due mostre aperte al pubblico da martedì a domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. L'ingresso è gratuito.
 
Neoreal: a source of visual inspiration Canon digital imaging


Per il terzo anno consecutivo Canon Inc. si presenta al Salone del Mobile di Milano con uno straordinario lavoro sul tema NEOREAL. Il fortunato incontro tra Akihisa Hirata e Kyota Takahashi ha fatto scaturire un progetto vibrante. Un mondo sensoriale fatto di immagini e luci uniti dall'insuperabile tecnologia Canon.

KAGAYAKI: Luminosità
Triennale: Milano
Dal 14 al 19 aprile 2010
"sezione Kagayaki" progettata per Canon dall'architetto Akihisa Hirata.
Immagini proiettate dell'artista Kyota Takahashi.
Mostra NEOREAL by Canon (Triennale di Milano 14/19 aprile 2010)
 
A scuola da Vuitton


Il gruppo francese LVMH, leader mondiale del lusso, apre a New York la "School of Applied Design", dove si apprendono i segreti degli antichi mestieri artigianali.

Il luxury group francese LVMH, in collaborazione con la Parsons The New School for Design di New York City, ha avviato un singolare programma professionale mirato a formare una nuova generazione di designer competenti dei mestieri artigianali tradizionali, spesso trascurati dai creatori di moda. L'elenco delle materie di studio include mestieri come la ceramica, la scultura in legno, il restauro di strumenti musicali, la produzione di mobili imbottiti, come pure l’arte del vetro soffiato. In totale, gli studenti apprenderanno le nozioni base di 23 professioni diverse e potranno specializzarsi in una di queste.
I docenti di questo progetto educativo sono solo designers e professionisti di comprovata abilità ed esperienza. Fondamentalmente si tratta degli art directors di fashion brands come Rachel Zoe e persino Prada, così come di artigiani custodi di rare tradizioni contemporanee.
«La creatività proviene sempre dall'incrocio di due culture - ha commentato all'apertura della scuola il presidente di LVMH-Nord America, Renaud Dutreil.
- Le moderne tecnologie consentono di creare al computer, ma non potranno mai sostituire quelle emozioni, che si possono ottenere solo dall'interazione con materiali naturali. La conoscenza delle varie tecniche di lavorazione e d’artigianato, insieme al talento nel design può diventare una fonte inesauribile di nuove idee».
«Il nostro progetto ha anche un grande valore culturale - ha detto il rettore della nuova scuola, Tim Marshall. – Non solo da ai designers nuovi strumenti creativi, ma contribuisce anche a conservare rari mestieri dell'artigianato, i cui segreti sono stati tramandati per secoli, di generazione in generazione, e che ora rischiano di andare perduti, non trovando posto nel mondo nella fashion industry. La moda, infatti, troppo attratta dal sintetico, sta dimenticando il valore dei materiali naturali e come possono essere utilizzati».
Mr Marshall ha, poi, aggiunto che «questo corso concorre pure a promuovere la conoscenza dei prodotti di marchi locali di vari paesi del mondo, specializzati in artigianato popolare».

 

Via luxuryonline.it

 

 

TREND 2011: Taglio Uomo

 

Hanno ciuffi "stirati" sulla fronte, "rizzati" verso il cielo, capelli lunghi oltre le spalle, generalmente non legati. Sono gli uomini delle sfilate milanesi e parigine che detteranno il trend Autunno Inverno 2009/2010 anche in fatto di acconciature. La barba, invece, rasata o lasciata crescere appena, è molto curata, fatta eccezione per qualche Into the wild addict. L'impressione è che quello del prossimo Autunno Inverno sia un uomo sobrio nel vestire, un po' meno nell'acconciarsi.
Up & down. Agli antipodi, tirati indietro o ritti verso l'alto (Z Zegna, Giuliano Fujiwara, Jil Sander, Vivienne Westwood e John Galliano) oppure aderenti alla fronte su un lato con lunghi ciuffi o frangette kidult (Gianfranco Ferré, Neil Barrett, Costume National, Prada e Burberry Prorsum).
Classico e romantico. Ondulate e con riga da parte sono le chiome "tradizionaliste" di Emporio Armani, Frankie Morello, Salvatore Ferragamo e Roberto Cavalli, che ristabiliscono la normalità. Più femminee (lunghe) e fluenti quelle di Dior. Ricordano le fanta-capigliature di Avatar, invece, gli chignon di trecce di Alexander McQueen.
Barbuto o splatter. Chi punta su barba, baffi, pizzetto e basette curate li tiene più (Etro) o meno (Paul Smith) disciplinati. Ma, come in ogni cosa, c'è l'eccezione. Maison Martin Margiela fa sfilare barbone assolutamente incolte. Due parole sull'incarnato: poche gote rosse (sane), tanti visi pallidi messi in risalto da occhi leggermente cerchiati di (makeup) nero, ci sono poi i casi estremi dei modelli-pugile di Jean Paul Gaultier e di Dsquared2. 

Via marieclaire.it

Qualche foglia e un pettirosso: la soluzione contro i grovigli di cavi e i quintali di polvere.

Invece di nascondere insulsi blob di cavi dietro i mobili, utili sono a raccogliere quintali di polvere, forse è meglio scegliere di trasformare il caos in decorazioni. Come nell’immagine qui sopra. Grazie a qualche clip decorativa e a un po’ di fantasia, i vostri cavi saranno in ordine, non si accumulerà polvere e avrete anche una parete decorata.

Via Gizmodo.it

A Milano si è svolto il primo Flash Swapping culturale.

 

Grande successo per il primo FLASH SWAPPING italiano promosso da Telecom Italia grazie al quale i partecipanti si sono incontrati per uno scambio di oggetti all'insegna della cultura. 

Sono stati qualche centinaio i ragazzi che hanno partecipato al primo Flash Swapping culturale italiano promosso da TIM, il brand della telefonia mobile di Telecom Italia, che per circa mezzora ha animato Piazza Duomo a Milano.
Molti studenti, milanesi e non - ma anche stranieri che si trovavano in Piazza Duomo -  sono stati protagonisti del divertentissimo “baratto culturale” che ha preso il via al suono di una tromba da stadio. Tra gli “oggetti” scambiati CD, poster, DVD, spillette, cappellini, dischi in vinile e VHS ’80 che sono stati barattati in un clima di divertimento, spensieratezza, armonia, danze e cori. Un’iniziativa, quella di Telecom Italia, che è stata in grado di incuriosire e portare in piazza i giovani e non solo. 

Il “Flash-Swapping” non si spegne con l’avvenimento di Milano, ma sono stati moltissimi, infatti, i filmati e le foto realizzate dai partecipanti e l’evento potrà essere così rivissuto sul web e sulle piattaforme virtuali. Sarà il tam tam via Internet a proseguire il dialogo e lo scambio proprio attraverso i “documenti” digitali caricati dagli stessi ragazzi.

Via npmagazine.it

Guida Glam a Londra.

London Calling – Dall’ Albion Café (2-4 boundary Street), take away o location bianca (con terrazza) dove concedersi verdura freschissima, dolci-capriccio e tè rilassanti, al The Water Poet un lab risto pub che non smette di alternare location pop up (un giardino per barbecue, una pool room) e menu comfort food come l'arrosto alla brit (9-11 Folgate Street). A sera inoltrata rinchiudersi da Miss Q's per ascoltare r'n'r e bere cocktails, meglio se al bancone: luci porpora e tavolo da biliardo ma atmosfera da rockeuse boho (180-184 Earls Ct. Road). Per cultori del design in cerca di "conversazioni" confortevoli ed eclettiche allo Sketch club (9 Conduit Street) propongono un viaggio in ciò che è irreale e iconico. Il martedì sera è cosa buona capitare al Proud Cabaret (Minster Ct, 4 Mark Lane) per un piacevolissimo salto nel passato: atmosfera anni Venti e cena tardi (per chi, come noi, non si abitua mai alla cena prima delle 21).
“Altri show” - Ultimi giorni per sconfiggere la paura del buio: How it is è la mastodontica installazione nera di Miroslaw Balka nella Turbine Hall della Tate Modern (fino al 5 aprile). Alla Proud Camden South Gallery (fino al 21 marzo) propongono Rock'n'Roll Animals, la personale della fotografa Sophie Jarry che è riuscita a testimoniare su pellicola la sua passione per i live rock. E poi: Tracey Emin e altri arti-star riuniti per una mostra a sfondo sociale (sul tema dell'infanzia) presso il Foundling Museum (fino al 9 maggio). Vista "doppiata", invece, è il possibile effetto che potrebbe coglierci nel guardare Factum: video-ritratti su coppie di gemelli dell'artista Candice Breitz presso la White Cube Gallery di Hoxton Square (fino al 20 marzo). Infine, Restless, la mostra che celebra i 30 anni di attività di Ron Arad (fino al 16 maggio) l'archi-artista che ha ideato "la libertà degli oggetti": design e video presso la Barbican Gallery.
Tentazioni post fashion - Il Bordello (55 Gt Eastern Street) è più di una boutique di lingerie: basta "capitare" in uno degli eventi a tema come il recente La Belle et La Bete per capire come uno store a tema burlesque possa diventare il negozio di underwear di fiducia. Anti anglomania e follie da passerelle, il souvenir lo si trova nel negozio bomboniera Luna & Curious (198 Brick Lane), tra antichi monili e ceramiche, ideato da sette arti-designer. Full color e adorabili oggetti inutili nella concept boutique Milk, per chi (ri)cerca ninnoli di design in limited edition. Oniriche follie e immaginari d'antan, basta arrotolarle sotto al braccio e appenderle in casa, sono le stampe di Dan Hillier da acquistare la domenica al Truman Brewery Upmarket di Brick Lane. Nello store culto Tatty Devine (236 Brick Lane) bijoux, pins e accessori per capelli in plexiglas che riproducono icone formato mignon. 

Via Marieclaire.it

Vienna, futura capitale della moda?

 

Creativi, designer e stilisti in una città ricca di fascino. Vienna, città d’arte, storia e architettura, torna alle sue origini di capitale della cultura middleuropea con le sue molteplici attrattive.
Agli inizi del secolo scorso, Vienna era una città fervente, il centro d’Europa.
Oggi è possibile conoscere la sua affascinante storia semplicemente salendo a bordo del Vienna Ring Tram: mezzo pubblico dotato di cuffiette multilingue e schermi LCD per ascoltare i dettagli dei palazzi monumentali che sono stati costruiti lungo l’anello che circonda il centro storico.
Il cinque stelle più nuovo della città si chiama appunto The Ring, mentre a fine novembre è stato inaugurato il primo hotel urbano a impatto ambientale zero, lo Stadthalle, alimentato da impianti fotovoltaici e collettori solari.
Musei, cucina creativa e shopping di design sono gli ingredienti essenziali di un weekend a Vienna.
Al Mak, il museo d’arte applicata e contemporanea, si apprezza la cucina creativa e l’atmosfera informale ma ricercata del Mak Café und Österreicher. Accanto al ristorante si trova anche il Design Shop dove si possono acquistare oggetti firmati da giovani stilisti. L’anima creativa di Vienna è il 7° distretto con il Park, l’Art Point e Ulliko, oltre a tutte le altre gallerie e spazi di tendenza che sono sbocciati come margherite a Primavera. Al Woka Lamps Vienna si possono trovare lampade esclusive secondo i disegni originali dei celebri architetti austriaci Josef Hoffmann e Otto Wagner.
Vienna è inoltre la capitale in cui si vive meglio, secondo la classifica stilata dal sito  mercer.com che ha condotto un sondaggio prendendo in considerazione 215 metropoli.

 Via dandystyle.net

La febbre dei 'temporary shop'.

 

Appaiono e scompaiono in un arco di tempo che va da qualche giorno, fino a pochi mesi: l'ultima frontiera del marketing aziendale è rappresentata da una nuova tipologia di negozio effimero. Il concetto di 'temporary shop' nasce una decina d'anni fa in Inghilterra e riscuote da subito un notevole successo, fino ad essere esportato negli Stati Uniti, dove sotto il nome di "pop-up store" comincia a proliferare e a riprodursi in maniera incontrollata. Solitamente spuntano durante periodi di festa come Natale, Halloween, Carnevale, o durante i saldi, per chiudere immediatamente dopo.
Il concetto da cui prende forma il negozio temporaneo è tanto semplice quanto efficace: questi luoghi costituiscono essi stessi dei fattori promozionali. L'apertura di un temporary shop vuole essere una maniera originale ed innovativa per far parlare di una marca, o di un determinato prodotto. L'accento è dunque posto sul fattore relazionale: l'evento di richiamo coinvolge il territorio circostante e sollecita la curiosità di chi vi partecipa, favorendo la creazione di nuove possibili reti di scambio.
Lo scopo principale non è più solamente quello di fidelizzare, bensì di far partecipare i clienti, di farli sentire parte di qualcosa di speciale ed unico. A questa componente di "richiamo relazionale", si aggiunge anche un importante fattore psicologico: un negozio temporaneo è, per sua stessa natura, un posto di cui si può approfittare per un periodo di tempo limitato. Un'operazione che spinge dunque i potenziali acquirenti  ad un consumo "pilotato".
In ultima analisi, il temporary shop rappresenta anche una maniera originale per cavalcare la crisi economica, un investimento imprenditoriale che prevede pochi rischi sia per i titolari degli spazi, sia per le grandi aziende che decidono di sponsorizzare il proprio brand: un'alternativa efficace, economica e flessibile, contro i rischi che oggi può comportare l'apertura di un nuovo spazio commerciale.
In Italia i primi ad aprire i battenti sono stati i pop-up store di Barilla, Fiat, Nivea e Levi's. La città che ne conta il maggior numero è senz'altro Milano, anche se da qualche tempo hanno cominciato a fare la loro comparsa anche nel centro-sud, tra Roma, Bari, Napoli, Bologna e Firenze.  
Nel 2008 è nata addirittura un’associazione che raggruppa al suo interno operatori economici e titolari delle location: il suo nome è Assotemporary e ha lo scopo di coordinare gli imprenditori che desiderano intraprendere questa strada decisamente poco battuta. 

Via Stile.it

 

Eleganza e qualità sartoriale - Intervista su Moda Sposi

Da Francesco Maestrami ai suoi figli e poi ai figli dei suoi figli. L’azienda di Argelato, in provincia di Bologna è, più che mai, una questione di famiglia. Tre generazioni di Maestrami si sono dedicate alla creazione di abiti da uomo diventando uno dei nomi più importanti del panorama della moda. Era il 1947 quando FrancescoMaestrami ebbe la lungimiranza di capire che si stava chiudendo un’epoca, quella dell’abito su misura, che lasciava spazio ad una produzione su più larga scala di abiti made in Italy, comunque di pregioma non sumisura.Decise quindi di aprire una sua azienda ad Argelato, in provincia di Bologna che, oggi, è una delle più affermate nel panorama dell’abbigliamento maschile. In azienda lavora ormai la terza generazione dei Maestrami: Carlo e Alberto Maestrami, responsabili dei settori amministrativo e commerciale, proseguono l’attività del padre Francesco. I loro figli,Massimo,Marco,Michele e Luca, li affiancano occupandosi delle collezioni e della produzione. La collezione oggi propone tre linee di moda: l’eleganza classica di Maestrami, il sofisticato total look di Maestrami Cerimonia e lo smart casual di U-NI-TY
Maestrami Cerimonia è la linea dedicata agli sposi e deve il suo successo alla passione, all’amore per i dettagli e all’esperienza della famiglia Maestrami che l’ha creata e l’ha fatta crescere anno dopo anno. Eleganti e affascinanti, oggi gli uomini sono pronti a sbalordire nel giorno del sì tanto quanto le loro signore. Sono quindi molto attenti ad apparire con un aspetto piacevole e curato, senza tralasciare neppure il più piccolo dettaglio: dalla cravatta ai gemelli, dalla cintura alle scarpe e, ovviamente, la scelta di un abito che sappia valorizzare la loro fisionomia. L’uomo moderno è estremamente attento al proprio aspetto estetico e a cosa indossa quotidianamente e nelle occasioni speciali. E il fashion business non si è fatto trovare impreparato davanti a questa evoluzione del genere maschile. Sempre più la moda uomo assomiglia a quella donna: con accessori vistosi e abiti sgargianti. Ed è proprio questo “uomo nuovo”, che si è scoperto vanitoso e a cui piace piacere, cheMaestrami veste nel giorno delle nozze, offrendogli uno stile glamour e raffinato, ricco di accessori ed eccentrico al punto giusto, senza mai, però, dimenticare la tradizione. La scelta dell’abito adatto ad ogni tipologia di sposo diventa, quindi, essenziale.Anticipare gusti e tendenze creando un proprio stile unico ed esclusivo, senza rinnegare però la tradizione sartoriale, ed essere all’avanguardia nella tecnologia e nel know-how, sono da sempre gli obiettivi dell’azienda bolognese e si ritrovano nelle collezioni dedicate agli sposi.
Elemento importantissimo dei modelli P/E 2010 sono i tessuti: «in questa collezione sono fondamentali». Spiegano in fratelli Maestrami. Abbiamo cercato di proporre un minimalismo moderno ma facendolo nostro. Abbiamo utilizzato un filo naturale, perseguendo un ideale di ricercatezza contemporanea.Gli abiti sono caratterizzati da una fresca sinfonia dimicrostrutture che sonomolto importanti per dare sapore nuovo al tessuto e, insieme, all’abito stesso».
Gli intrecci, estremamente visibili, sono fatti di una squisita tramatura con viscose e lane finissime: «imprigionano luminescenze rubate alla via lattea, - commentano i Maestrami- e Maestrami li ha in esclusiva».
Lo stileMaestrami asseconda da sempre la silhouette maschile valorizzandola, non fa eccezione lo sposo del 2010. Le giacche sono leggermente più slim del solito, un po’ più corte, caratterizzate da tagli particolari: in pratica è uno sposo un po’meno classico e un po’ più innovativo, con un abito in equilibrio perfetto tra ricerca stilistica e abilità artigianale.
Un abito che valorizza la figura ma che vuole essere anche di grande effetto. Lo stile è quello tipico del dandy, che seduce con gusto ed originalità, un uomo sofisticato e di gran classe. Fondamentali per completare il tutto sono gli accessori: bottoni gioiello, che danno un immediato effetto cerimonia, gemelli, spille, le fibbie delle cinture, le scarpe, tutto è coordinatissimo e contribuisce all’effetto finale. E tutto si lega perfettamente ai raffinati e inediti ricami dei gilet: uno sposo appariscente ma mai esagerato. 
La collezione è stata studiata con interventi particolari come, appunto, i ricami, in modo da creare qualcosa che ha origine dal classico ma a cui si aggiunge un supporto stilistico adeguato che lo rende originale. Caratteristica da sempre distintiva della Maestrami è il made in Italy che, spiegano dalla maison bolognese, «dà senza dubbio un valore aggiunto a tutta la ricerca che stiamo facendo relativamente ai tessuti e ai modelli. I nostri sono abiti totalmente italiani, dal filo in poi niente viene acquistato fuori dal nostro Paese». È un’eleganza tutta italiana dunque, quella di Maestrami, che si esprime in maniera naturale e disinvolta, dedicata a uomini signorili emoderni che cercano il senso versatile dellamoda.Anche gli abiti da cerimonia, infatti, sono abiti dalle linee il più possibile comode e dalla vestibilità asciutta emorbida. Particolare importante, considerato che l’abito si può “smembrare”: la giacca può essere indossata sopra i jeans e il pantalone, anche se lucido, insieme ad una giacca di pelle. Un abito che, diviso, veste in ogni momento della giornata.
Nel creare la collezione P/E 2010 diMaestrami Cerimonia nulla è stato lasciato al caso e, insieme ai tessuti, sono i colori a fare la forza di questi abiti. «Abbiamo voluto - concludono i fratelli Maestrami - utilizzare il grigio medio e scuro delle nuvole, quel grigio azzurrato che deriva dall’incontro delle nuvole con il cielo. Lo abbiamo unito a tramature blu notte ed è proprio il colore blu notte il vero leitmotive di questa collezione. Il blu tramato con questi grigi argentati è meraviglioso». In questo modo il grigio non è più grigio ma è un colore diverso, in qualche modo più attuale e di certo estremamente chic. Questi abiti vestono un uomo moderno, che si lascia conquistare dai bagliori contemporanei e che ama sottolineare la propria personalità con capi di sartoria italiana ricercati e innovativi, ma che non dimentica la tradizione e che, senza dubbio, ama prendersi cura di ogni dettaglio.
Un uomo che, nel giorno del proprio matrimonio, vuole stupire e farsi ammirare.

Intervista realizzata da Cristiana Zappolli

CIFF Press Show. A Copenhagen vanno in scena i nuovi trend.

 

Si è svolto il 10 febbraio il CIFF Trend Show, evento legato alla Copenhagen International Fashion Fair, il più importante appuntamento fieristico della moda danese organizzato da Bella Center in collaborazione con Dansk Fashion and Textile, associazione che riunisce case di moda, produttori e fornitori per le imprese del settore tessile della Danimarca. Una sfilata che ha riunito una selezione di capi provenienti dalle collezioni dei designer espositori volta a mostrare le tendenze della moda che verrà per la stagione Autunno/Inverno 2010/2011. 

Ad introdurre il fashion show, un intervento di Vincent Grégoire, lifestyle manager e direttore artistico di Art de Vivre per l'agenzia di trendforecasting Nelly Rodi. Nell'incontro Grégoire ha illustrato i trend del futuro in nome di un nuovo concetto di moda che, in un momento di crisi, si sta adeguando e si adeguerà ad una rinnovata riscoperta dei valori. Il mood dei nuovi look illustrato per la prossima stagione è infatti quello di riparare, ricostruire, abbandonando il consumismo in favore di una maggiore considerazione e riscoperta di "antichi" valori.
Una carrellata di immagini, foto e ispirazioni hanno così mostrato il concetto del "re-building", in nome dell'utilizzo di nuovi e diversi materiali legati alla moda eco: è la green-economy infatti la protagonista di una filosofia che non si applicherà solo al mondo del fashion system ma anche a quello del design. Un concetto di moda eco che non vuole però essere lo stile del "ritorno al passato", ma vuole assumere una dimensone locale di qualità. 
Si impongono così i colori più essenziali e naturali, combinati tuttavia con punte di tonalità forti e vivacissime. Ispirazioni vintage riportano ad una rinascita naturale che si combina tuttavia con il continuo avanzamento tecnologico: è' stato infatti definito "techno-romantic" il mood che combina materiali naturali con tecniche di utilizzo e trattamento legate alle più avanzate tecnologie, in nome di una moda che vuole ritrovare una nuova dimensione di spiritualità, intesa come consapevolezza dell'indumento che si indossa e alla ricerca di una nuova bellezza. Si affianca poi un'area di stile che fa dell'attivismo il proprio punto di forza: nuovi e vecchi messaggi vengono così impressi su abiti e t-shirt, dove una nuova generazione gioca con i valori valori del passato, interpretandoli però con un twist moderno. 

Sono così Lady Gaga, Rihanna e Beth Ditto le nuove figure femminili, che diventano i nuovi modelli di quel femminismo moderno che ha voglia di sperimentare in modo forte, senza perdere però le caratteristiche del proprio genere. Una nuova attenzione è stata riservata anche al modo di "fare business", caratterizzato oggi dai concetti di connessione, networking e lavoro di gruppo, attraverso i quali i giovani creativi comunicheranno sempre maggiormente, condividendo ispirazioni e idee ad una grandissima velocità.

Via Modaonline.it

Solar Egg, il pannello solare sempre a portata di mano

 

Non tutti i gadget hanno un caricatore a pannelli solari. Nessuno di quelli presentati finora al MWC ne ha uno, per esempio. Per fortuna, il Solar Egg di XPAL può assolvere a questo compito abbastanza bene, penzolando dal vostro portachiavi o dal passante della cintura e ricaricandosi del 90 per cento in quattro ore di esposizione.
Non ha neanche bisogno di una soleggiata giornata estiva per accumulare energia perché XPAL dichiara che funziona bene anche con “un livello medio di luce naturale”.
E’ compatibile con tutti i tipi di gadget, grazie (molto probabilmente) a qualche adattatore incluso, e uscirà a marzo.

Via gizmodo.it

Design di contenuto.

 

Contenere ed archiviare documenti, non è mai stato così bello.
Si dice che l’apparenza inganni e che non sempre ad un buon primo impatto visivo corrisponda un altrettanta positività nei contenuti: nell’era dell’apparenza questo vale in molti ambiti. In fatto di apparenza ed inganno, tuttavia, il design è re incontrastato. Ma non sempre a discapito della funzionalità, anzi: in ufficio, per esempio, l’estetica è importante, non solo per lavorare meglio, accogliere clienti, organizzare riunioni, ma anche per gestire in modo funzionale la grande quantità di documenti con cui si ha forzatamente a che fare. Allora, basta a pile di documenti, faldoni ammassati sulle scrivanie e mucchi di scartoffie!
In ufficio, tra computer, cavi e tecnologia varia, l’artigianato colpisce come non mai, è questione di stile e raffinata arte manuale. La collezione Home/Office
di Pinetti fa proprio dell’artigianato alleato di stile e ordine, proponendo contenitori multifunzione davvero unici. Cubotto e Doppio Cubotto, nonostante i nomi semplici e giocosi sono contenitori multifunzione dal design elegante e altamente funzionale: si tratta di portadocumenti su ruote realizzati artigianalmente in materiali di pregio (legno, cuoio e pelle), che possono contenere tanto materiale, grazie al sistema di scomparti, cassetti e raccoglitori di varie misure, per ogni esigenza.
Quando invece a dover essere tenuti in ordine sono giornali e riviste, ci pensa con eleganza minimale Magazine Basket (foto)
, un accessorio e un piccolo complemento da arredo mobile che somiglia al cestino del pic nic, con allegria e stile. Magazine Basket, disegnato da Enzo Berti per L’Abbate è realizzato in multistrato di betulla tinto naturale o laccato marrone o bianco, che con perfetta semplicità non passa inosservato.
Ancora legno per la linea Storage
Wood di Estel, sistema di contenitori d’arredo dal design elegante e pulito, impreziosito dallo spigolo curvo del top e del fondo che consta in classificatori, portacartelle e portadocumenti, con ante cieche, vetrate, laccate, tapparelle, cassettiere e piani estraibili,con profili in alluminio e colori pop come bianco e arancio o lime e doppio fondale per la gestione dei cablaggi.
Infine, di segno opposto sul fronte dei materiali, ma non di meno in fatto di bel design sono le creazioni
Kartell, che dalla plastica ricava accessori e complementi d’arredo vivaci e colorati per lo storage in ufficio. Su tutte, c’è Mobil Series, disegnata da Antonio Citterio, che da vera trasformista, consta in coloratissime cassettiere componibili da 2 a 6 cassetti, tre finiture (semitrasparente, opaca e lucida, che si possono scegliere con o senza maniglie e ruote.

Via stile.it

Il 13 e 14 febbraio nei musei si entra in due con un solo biglietto.

 

“I Musei italiani vi aspettano! Dobbiamo essere in grado di colpire con nuovi strumenti le persone normali, far divenire i musei e i luoghi di cultura familiari per i turisti ma soprattutto per i cittadini”. Questo l’invito espresso da Mario Resca, Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, in apertura dell’affollata conferenza stampa di presentazione della campagna di comunicazione legata a San Valentino. San Valentino è il primo grande evento dell’anno che il MiBAC  offre a tutti i cittadini italiani e stranieri per stimolare la conoscenza e la riscoperta delle nostre bellezze artistiche e valorizzare la ricchezza del nostro paese.
Claim della nuova campagna: “A San Valentino, innamorati dell’arte”, impresso nella locandina su una particolare reinterpretazione de “Il Bacio” di Francesco Hayez. Un intero fine settimana sarà infatti dedicato all’amore, il 13 e 14 febbraio in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali presentandosi in due si entrerà pagando un solo biglietto.
Di scena il sentimento che nei secoli ha ispirato le opere dei più grandi artisti. L’“Amore e Psiche” agli Uffizi di Firenze, la “Danae” di Tiziano nel Museo di Capodimonte, “L’Amor Sacro e Amor Profano” custodito nella Galleria Borghese e la passione ne “Il Bacio” di Hayez alla Pinacoteca di Brera. Capolavori dell’arte che, insieme a tantissimi altri, trasformeranno per due giorni tutti i luoghi d'arte in un’alternativa di svago e intrattenimento per coloro che vorranno compiere un viaggio nel patrimonio culturale italiano.
La campagna, perché di un vero progetto di comunicazione si tratta, riceve il supporto di “Reti Amiche”, una sorta di collaborazione di forze pubbliche e private, iniziativa del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione per facilitare l’accesso dei cittadini e per ridurne i tempi di attesa. E ancora grazie ad un accordo con Banca Intesa, l’evento sarà visibile in oltre 7.000 sportelli bancomat.
Un bella occasione per scoprire o riscoprire musei e luoghi preziosi, dei quali sarà facilissimo innamorarsi.

Via Stile.it

Il muro che cambia colore senza bisogno di un imbianchino.


Vedete questi quadrati colorati? E’, in realtà, un prototipo che consiste in una serie di piccoli pannelli triangolari che si possono far girare a vostro piacimento perché facciano cambiare aspetto alla vostra stanza.
Immaginate quante configurazioni, potenzialmente, potete ottenere con un po’ di fantasia. E poi, l’idea di cambiare decorazione della stanza ogni qual volta si vuole senza dovere chiamare imbianchini o designer è davvero molto allettante.

Via gizmodo.it

 

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